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L'area
DOC dell'Orvieto e suddivisa in Orvieto Classico,
che rappresenta la zona intorno alla Rupe e il suo circondario,
e in Orvieto, che la completa a nord e a sud. Fino
a qualche anno fa la viticoltura conservava un aspetto
tradizionale, persino con la presenza della cosiddetta
"coltura promiscua", che è stata totalmente sostituita
con i nuovi vigneti. Questi sono stati realizzati con
una maggiore densità di piante per ettaro al fine di ottenere
una minore quantità di uva per pianta, questo anche
con l'ausilio di sistemi di allevamento idonei, per una
migliore qualità.
Negli ultimi quarant'anni, la D.O.C. ORVIETO ha avuto
una crescita straordinaria: infatti dalle 2.500.000 bottiglie
del 1960, vendute come vino tipico d'Orvieto, si è passati
oggi a 20 milioni di bottiglie commercializzate. La produzione
media totale annualmente si aggira intorno ai 150.000
ettolitri di prodotto, che proviene da 3.000 ettari di
vigneti iscritti all'apposito albo presso le Camere di
Commercio.
L'Orvieto è uno dei vini bianchi italiani più conosciuti
nel mondo e rappresenta da solo circa tre quarti della
produzione di vino D.O.C. dell'Umbria.
L'Orvieto viene commercializzato in parti uguali sia sul
mercato nazionale che estero. È un vino diffuso oggi in
tutto il mondo; i principali mercati europei sono Germania,
Gran Bretagna, Belgio, Svezia e Danimarca. Tra quelli
extraeuropei, primeggiano gli Stati Uniti - dove rappresenta
uno dei primi 5 vini bianchi italiani esportati con circa
2 milioni di bottiglie all'anno - poi il Canada ed il
Giappone.
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 ORVIETO "filari di viti nella campagna" |